L'annuncio ufficiale è arrivato: UBS ha emesso due miliardi di dollari di "obbligazioni non diluitive" Tier 2 (secondo rango), allo scopo di assorbire le perdite. Non solo: il colosso elvetico ha anche reso nota l'intenzione di collocare nuove quantità di capitale sul mercato, per soddisfare le richieste di che le autorità di regolamentazione hanno rivolto alle banche europee.
UBS aveva accettato nell'ottobre del 2008 un pacchetto di salvataggio garantito dallo stato: ma evidentemente, in un contesto in cui le banche europee sono alla ricerca disperata di nuovi mezzi freschi per far fronte anche al problema della loro esposizione verso il debito greco, la misura non è bastata.
"L'accordo di oggi (relativo alla emissione di obbligazioni) conferma l'inizio di un programma di emissione teso a creare una base di capitale capace di assorbire le nostre perdite, per centrare le richieste della Finma e della Commissione di Basilea", ha detto il responsabile finanziario Tom Naratil, in una intervista a Cnbc.
Riguardo alle obbligazioni, Ubs ha precisato che queste sono state emesse con tagli minimi di 200.000 dollari e il loro collocamento è avvenuto per lo più presso investitori privati e istituzionali in Asia e in Europa.
"Le obbligazioni, considerate come capitale Tier 2 secondo lo standard di Basilea III, hanno una scadenza di 10 anni, un'opzione di rimborso anticipata al 5. anno e una cedola non differibile del 7,25%", si legge nel comunicato, che aggiunge che "l'assorbimento delle perdite scatta se il coefficiente patrimoniale common equity della banca scende al di sotto del 5%".
"Fino alla fine del 2012 tale coefficiente viene calcolato in base al regime regolamentare in vigore, ossia Basilea 2.5, poi sarà calcolato in base alla versione dei applicazione progressiva delle nuove norme di Basilea III fino alla loro piena entrata in vigore".
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