lunedì 18 marzo 2013

Cipro: banche chiuse, prelievo forzato sui conti

Il governo cipriota, temendo che le banche potessero registrare ulteriori perdite innescate dalla decisione dell'eurozona di tassare i  depositi, ha deciso che martedì prossimo le banche resteranno chiuse per ferie. Lunedì le banche resteranno chiuse per una festa religiosa.

La banca centrale cipriota, ha dato disposizione a tutte le banche e agli istituti di credito dell'isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. Dalle prime ore del giorno, lunghe file di cittadini, si sono create davanti alle succursali delle banche dotate di uno sportello automatico per effettuare prelievi di contante. Il prelievo consisterà in un'imposta unica del 9.9 % su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del  6.75% per quelli inferiori.

venerdì 1 febbraio 2013

Enel Green Power: nel 2012 l'Ebitda sale a 1,7 miliardi di euro

Enel Green Power ha chiuso il 2012 con un Ebitda pari a 1,7 miliardi di euro, in crescita del 6,3% rispetto a 1,6 mld di euro del 2011. I ricavi totali del gruppo ammontano a 2,7 mld, in progressione dell'8% rispetto ai 2,5 miliardidi euro del 2011. Lo rende noto Enel GP al termine del cda che si è riunito oggi sotto la presidenza di Luigi Ferraris e che ha esaminato i risultati consolidati preliminari dell'esercizio 2012. L'indebitamento finanziario netto a fine 2012 è pari a 4,7 miliardi di euro, in aumento di circa 0,6 miliardi di euro rispetto a 4,1 miliardi di euro di fine 2011. «Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti lo scorso anno da Enel Green Power. La nostra strategia di diversificazione nello sviluppo tecnologico e geografico - sottolinea l'ad di Enel Gp, Francesco Starace - si è concretizzata in un incremento della capacità installata di oltre 900 MW, in linea con il target, consolidando la presenza in mercati importanti quali USA, Canada e Romania, e proseguendo la crescita in quelli emergenti come Messico e Guatemala».

La capacità installata netta del gruppo alla fine del 2012 è pari complessivamente a 8 GW, di cui 2,6 GW (33%) idroelettrica, 4,3 GW (54%) eolica, 0,8 GW (10%) geotermica, 0,2 GW (2%) solare e 0,1 GW (1%) rappresentata da altre tecnologie rinnovabili (biomassa e cogenerazione). La capacità installata netta risulta incrementata, rispetto alla fine del 2011, di 0,9 GW (+13%) principalmente nel settore eolico.

La produzione di elettricità netta del gruppo nel 2012 è stata pari a 25,1 TWh, di cui 9,9 TWh (39%) idroelettrica, 9,0 TWh (36%) eolica, 5,5 TWh (22%) geotermica, 0,2 TWh (1%) solare e 0,5 TWh (2%) rappresentata da altre tecnologie rinnovabili (biomassa e cogenerazione). La produzione di energia elettrica risulta incrementata rispetto al 2011 di 2,6 TWh (+12%) per effetto principalmente della maggiore capacità eolica installata, controbilanciata da una minore produzione idroelettrica per la minore idraulicità.

L'Olanda nazionalizza la banca Sns Reaal con un esborso di 3,7 miliardi. Ha fatto crac sul mattone

Lo Stato olandese ha nazionalizzato Sns Reaal, gruppo bancario e assicurativo in forte difficoltà, con un'operazione che ha comportato un esborso di 3,7 miliardi di euro. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze, Jeroen Dijsselbloem.
«Oggi Sns Reaal è stata totalmente rilevata dallo stato olandese. Ho nazionalizzato Sns Reaal», ha dichiarato Dijsselbloem nel corso di una conferenza stampa.
L'istituto - che nel 2006 rilevò le proprietà di Abn Amro Holding Nv - ha subito forti perdite nel settore immobiliare e ha visto ridursi il core tier 1 all'8,8%, sotto la soglia minima del 9% fissata dalla European banking authority.

Gross: "La supernova del credito prima o poi esploderà"

E' l'inizio del "big bang" per i mercati creditizi, secondo il re dei bond Bill Gross, manager del maggiore fondo obbligazionario al mondo, Pimco. La creazione del credito nel sistema bancario moderno inizia sempre con un deposito iniziale e continua con l'espansione redditizia di quel deposito, tramite la pratica molto comune della leva del debito (leverage). E' in questo modo che si formano anche le bolle del credito.

Le banche e altri istituti di credito non tengono mai nei loro caveau il 100% di quei depositi. Anzi, ne tengono spesso una porzione molto ridotta. E' da queste 'modus operandi' che nasce il concetto di "riserve frazionali".

Da quel deposito di partenza si assiste a una esplosione di 10 volte tanto delle attivita' di prestito, ottenuta facendo leva sui soldi di partenza. E' l'equivalente del bing bang, ma per la finanza moderna, secondo il noto gestore.

Con il credito in espansione, secondo il modello economico descritto nella teoria di Hyman Minsky il sistema dei prestiti prende la forma di una finanza alla Ponzi. Una situazione in cui il debito cresce nel tempo per l’impossibilita' di fare fronte agli oneri per interessi e ammortamenti, come avviene ad esempio quando si specula sull’aumento di prezzo di un immobile, ricorrendo a prestiti sempre nuovi per pagare le rate del mutuo.

Ecco cosa dice la sua teoria economica: il sistema prendera' soldi a prestito a basso costo e sara' auto sostenibile (quella che chiama finanza "hedge"). A quel punto il sistema guadagnera' coraggio, fara' sempre piu' leva sul debito in modo speculativo. Per farlo avra' bisogno di un ammontare sempre maggiore di credito per ripagare in tempo i debiti.

Infine, la fase finale di questo schema malsano (ossia quando il sistema avra' bisogno di ulteriore credito per coprire i pagamenti sugli interessi sempre piu' alti) si tradurra' in un'accelerazione dell'inflazione e per finire in una "esplosione stellare". Alla quale gli Stati Uniti non sono poi cosi' distanti, secondo Gross.

Il concetto di Minsky, sviluppato circa mezzo secolo fa dopo la fase di decoupling del dollaro dall'oro nel 1971, era principalmente un modello ciclico ristretto che riconosceva il passaggio da una fase di recessione a quello di ringiovanimento, una volta che la leverage creditizia del sistema torna a livelli normali.

Questo pero' era 50 anni fa. Minsky non avrebbe probabilmente mai immaginato i livelli a cui sarebbe arrivata la creazione di credito, che sta sperimentando un vero e proprio balzo iperbolico negli Usa (vedi grafico). Basti sapere che quando l'economista ha formulato la sua teoria a inizio Anni 70, il credito circolante in Usa era pari a soli 3 mila miliardi. Oggi arriva a 56.000 miliardi e continua a crescere a passo spedito.

Un mostro creditizio che richiede continuamente della benzina che lo alimenti, proprio come una stella supernova che si espande, si espande e poi inizia a consumarsi fino a che non esplode. Il termine supernova identifica un'esplosione stellare estremamente energetica. Ma per usare le parole del poeta T.S. Eliot, "questo e' il modo in cui finira' il mondo, non con uno scoppio, ma con un piagnucolio" (dalla poesia "Uomini Vuoti").

Ogni dollaro in piu' di credito sembra creare sempre meno calore. Negli Anni 80 ci volevano infatti quattro dollari di nuovo credito per generare un dollaro di Pil reale. Negli ultimi dieci anni quella cifra e' salita a $10 e dal 2006 20 dollari, producendo gli stessi risultati.

Lo stadio a cui e' arrivato lo schema finanziario alla Ponzi del 2013 fa si che i soldi vanno a un numero sempre maggiore di creditori e speculatori di mercato e sempre meno all'economia reale. Che sia con un piagnucolio o con'esplosione, la bolla scoppiera', per il semplice fatto che non puo' crescere all'infinito.

lunedì 10 dicembre 2012

Effetti delle dimissioni di Monti

Lunedì 10 dicembre, primo giorno a mercati aperti, sucessivo alla crisi del governo monti, dice questo:
-  Lo spread tra Btp e Bund decennali ha registrato in mattinata un ampliamento di fino a +12% sopra i 365 punti base, per poi fare lievemente dietrofront e chiudere di poco sotto quota 360;
- Chiusura della borsa di milano a -2%;
La conseguenza naturale è stata dunque l'attacco all'Italia, con il Ftse Mib che perde fino a -3,40% e lo spread in volata. Sembra passato molto tempo, vista la carrellata di notizie e cambiamenti che si sono succeduti nell'arco degli ultimi giorni, ma appena una settimana fa in Italia già si festeggiava uno spread che era sceso fino a 292 punti base. In quell'occasione Monti si era mostrato più ambizioso, affermando che il livello ideale del differenziale a suo avviso era di 287 punti, esattamente la metà di quando era diventato premier, lo scorso anno. Quei livelli al di sotto di 300 punti base sembrano ora, con il caos politico, destinati a rivelarsi una parentesi molto breve. Da segnalare che le misure intraprese da Monti - risultate comunque in una grave recessione per l'Italia - hanno portato il tasso sui BTP decennali a scendere di quasi 2,5 punti percentuali rispetto al livello di chiusura del 7%, testato il 16 novembre del 2011, quando l'ex commissario Ue venne nominato premier.
Nella giornata odierna sono stati diramati alcuni dati sulla situazione macroeconomica italiana: Il Pil e' stato confermato al -0,2% nel terzo trimestre e al -2,4% su base annuale.
L'euro, che è sceso al livello più basso in due settimane, dopo l'annuncio di Monti. Di fatto, la moneta unica è calata fino a $1,2877 lo scorso 7 dicembre, testando il minimo dal 23 novembre, per poi recuperare terreno nelle ultime ore.

venerdì 30 novembre 2012

Italia: disoccupazione all'11,1%

Nel mese di ottobre il tasso di disoccupazione dell'Italia è balzato all'11,1%, contro il 10,8% di settembre: ben oltre le attese e al record storico di sempre. Precisamente, si tratta del livello massimo dal 2004, anno in cui le serie storiche mensili hanno iniziato a essere comunicate. Se si considerano i dati trimestrali, il valore è il più sostenuto dal primo trimestre del 1999. E se poi si tiene in considerazione il tasso non destagionalizzato, la disoccupazione è schizzata all'11,8%.

Un esercito di disoccupati: è questa l'Italia di oggi, messa in ginocchio dalle misure di austerity lanciate dal governo tecnico di Mario Monti . I senza lavoro toccano la soglia record di quasi 2,9 milioni di individui, (2milioni 870mila).

Anche in questo caso, è il massimo dall'inizio della compilazione delle serie storiche mensili nel 2004 e dal quarto trimestre del 1992, se si considerano invece le serie storiche trimestrali.

Il dato mette anche in evidenza il boom dei precari: soltanto nel terzo trimestre del 2012, sono quasi tre milioni: (2milioni 877mila), al massimo dal 2004. L'Istat - che ha comunicato i dati - spiega che i dipendenti a termine, sempre nel terzo trimestre del 2012, sono 2milioni 447mila (dato più alto dal terzo trimestre 1993), mentre i collaboratori sono pari a 430mila.

Triste record negativo anche per la disoccupazione giovanile, che a ottobre balza al 36,5%. E' il numero più alto dal gennaio 2004 (anno d'inizio delle serie storiche mensili), mentre si tratta del record assoluto mai testato dal quarto trimestre del 1992 (inizio delle serie storiche trimestrali).

Intanto in Europa ci sono 14 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Vengono chiamati Neet. Con la crisi il fenomeno cresce di anno in anno, assumendo i contorni di una vera emergenza sociale.

martedì 25 settembre 2012

Caterpillar rivede al ribasso stime utili: ripresa globale a rilento

La piu’ grande societa’ al mondo di macchinari per movimento terra ed estrazione mineraria, Caterpillar, annuncia di aver rivisto al ribasso le stime sugli utili verso il 2015, a causa del prolungato periodo di debolezza dell’economia globale.

Nello specifico, il momento di incertezza e instabilita’ sta frenando il potenziale di ingresso nel mercato minerario cinese. La societa’ stima dunque utili tra $12 e $18 per azione nel 2015, in ribasso rispetto ai precedenti $15-$20.

Il calo registrato dalle principali materie prime, tra cui il -20% di carbone e ferro da inizio 2012, ha portato diverse societa’ nel settore minerario, e piu’ in generale materie prime, a rivedere gli investimenti e le spese in conto capitale.

Appena un anno fa Caterpillar aveva pagato $7,6 miliardi per l’acquisizione del produttore di macchinari per il minerario, Bucyrus International.

"Notiamo un rallentamento della crescita economica, piu’ di quanto ci aspettavamo", ha commentato il CEO Doug Oberhelman. "Crediamo che la crescita sara’ anemica o comunque molto scarsa fino al 2015".