Le borse europee proseguono la giornata di contrattazioni accelerando al rialzo, in attesa di conoscere l'importante rapporto sull'occupazione Usa di gennaio.
Il dato verrà comunicato alle 14.30 ora italiana. Ieri, nel corso di un'audizione alla Commissione bilancio della Camera, il presidente della Fed Ben Bernanke ha confermato che la fase di ripresa della congiuntura americana sta procedendo, aggiungendo contestualmente che il ritmo della stessa è comunque frustrante. Il timoniere della Banca centrale americana ha posto anche l'accento su un'economia, quella Usa, che resta vulnerabile agli shock e ha precisato che "il rischio Europa per gli Stati Uniti rimane".
Sul fronte del mercato dei titoli stati, lo spread Italia-Germania passa in territorio negativo e cede lo 0,46%, a 373 punti base, a fronte di rendimenti decennali piatti in flessione al 5,57%.
Riguardo alle piazze finanziarie europee a Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,36%, superando quota 16.300 punti. Londra +0,50%, Francoforte +0,35%, Parigi +0,42%, Madrid +0,74%, Zurigo +0,58%, Atene -0,55%. L'Eurostoxx 50 +0,43%.
Sul Ftse Mib occhio alle banche, con il titolo MPS che sconta la minaccia di downgrade da parte di Moody's ma che ora riduce le perdite a -0,12%. Molto bene Banco Popolare +5,50%; in rialzo anche BPM +1,49%, Unicredit +2,21%, mentre Ubi Banca e Banca Popolare dell'Emilia Romagna sono in territorio negativo. Cedono, guardando agli altri settori, soprattutto Fiat -3,26%, Snam -2% e Fiat Industrial. Su Fiat, arrivati giudizi contrastati, con Citigroup che valuta il titolo con rating "sell" e con target price a 3 euro. La banca Usa ha affermato di aver sottovalutato la capacità di Crysler e di non essere stata negativa in modo sufficiente riguardo alle condizioni in cui versa Fiat, sia in Europa che in Brasile. Diverso il giudizio di Ubs, che ha alzato le stime sul target price a 5,70 euro, reiterando la valutazione "buy". Tuttavia le stime relative all'utile per azione sono state affossate da 0,18 a 0,02 euro.
Paiono finalmente conclusi i negoziati tra Atene e i creditori privati. Tuttavia, il nervosismo è alimentato dall'annuncio dello stesso governo greco, che afferma di aver bisogno di ancora un po' di tempo prima di chiudere le trattative e dare l'annuncio ufficiale.
Sul fronte valutario, euro sale ora nei confronti del dollaro dello 0,28%, a $1,3118. La moneta unica è ingessata anche verso il franco svizzero a CHF 1,2050, mentre contro lo yen avanza dello 0,28%, a JPY 100,46.
Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono dello 0,53%, a quota $96,87 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.762 l’oncia (+0,15%).
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